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Alla scoperta di Londra & Regno Unito

Una serata punk a Londra

Sabato sera e siamo a casa. Siamo rientrati verso le 5:30 fra lavoro e commissioni varie. Avevamo deciso di passare una serata a casa.
 
Poi ci siamo guardati e ci siamo detti: “Ma perché non usciamo, immergiamoci nella Londra underground stasera, troviamo una serata di musica dal vivo e andiamo!”.
 
Così apriamo il PC e su songkick.com (che consigliamo a tutti per trovare concerti dal vivo) abbiamo trovato una serata punk rock a questo locale storico del sobborgo di Camden che non conoscevamo.
 
Così ci prepariamo prendiamo il nostro treno per Waterloo dove poi cambiamo con la Northern line. Siccome è sabato le strade sono piene di folle di giovani, molti dei quali sono già su di giri nonostante siano ancora le 19:30. Bottiglie di tutti i tipi, casse di birra vestiti sgargianti e spesso trasgressivi e la notte nella city inizia!
 
Scendiamo a Camden Town ed arrivare in questa zona di Londra è sempre bello. Ti senti libero, a casa (per chi come noi ha un passato nella musica e nelle realtà di strada a contatto con musicisti e artisti) e rock and roll! Gente che canta per strada e tutto intorno la folla che abbraccia in coro l’artista di turno che si esibisce!
 
Il locale che avevamo trovato dove si teneva la serata di musica live non lo conoscevamo e non ci eravamo mai stati. Si chiama The Dublin Castle, sembrava proprio essere un locale storico e di quelli underground.
 
Esattamente il post dove volevamo andare! Non si trova proprio vicino alla stazione Camden Town ma un pò più su lungo Parkway che poi giunge a Regent’s Park.
 
Il Dublin Castle è un pub con musica dal vivo che fu costruito per i marinai irlandesi che lavoravano sulle ferrovie a Londra, ma ha guadagnato importanza come luogo di ritrovo alla fine degli anni ’70 dopo che la band Madness si è affermata dal vivo lì. Successivamente, è stato un luogo importante nelle prime fasi della carriera di diverse band e ha contribuito al genere musicale Britpop. Amy Winehouse era una frequentatrice abituale del pub. Il pub è stato costruito per servire gli operai della vicina ferrovia, come parte di un gruppo di edifici di nuova costruzione. Si occupava degli immigrati irlandesi a Londra, al fine di separarli dalle altre nazionalità ed evitare aggressioni legate alla razza. La musica era originariamente limitata a sessioni irlandesi tradizionali occasionali. L’emergere di altri locali intorno a Camden Town, tra cui il Roundhouse, il Dingwalls e l’Electric Ballroom, ha portato un maggiore interesse per la musica dal vivo nell’area, incluso il The Dublin Castle. Il pub ora può ospitare un pubblico fino a 200 persone. La band Madness tentò per la prima volta di assicurarsi un concerto nella sede alla fine del 1978, quando erano ancora conosciuti come i Camden Invaders.
 
Si sono esibiti per la prima volta nella sede il 16 gennaio 1979. Secondo il cantante Suggs, il gruppo ha dovuto fingere di essere una band jazz per ottenere una prenotazione. Il padrone di casa Alo Conlon ha invitato il gruppo a tornare per una residenza presso la sede e ha contribuito a stabilire la loro reputazione.
Oggi è ancora un posto iconico e fanno concerti continuamente, leggetene di più qui.
Arriviamo in questo locale e sembra di essere catapultati in quegli anni 70/80. Punk col chiodo, locale dall’atmosfera rock, persone di tutte le generazioni a bere e sbracciarsi sotto al palco. Un mix di cultura e di culture. Ci accoglie un ragazzone sulla 50ina e ci fa comprare i biglietti alla porta, mentre là in fondo sotto al palco vediamo già le coppie sulla 50-60 tutti vestiti rock, magliette di band che non conosciamo e si respira cultura della musica. Ci facciamo spazio nella piccola folla e andiamo a ordinare il primo drink, un doppio Southern Comfort e a ballare sotto al palco. La prima band a suonare è  Damage UK che annuncia immediatamente quanto aveva già avvisato il ragazzone punk con capelli brizzolati e camicia anni 70 alla porta e cioè che purtroppo la band principale, i Vibrators non ci saranno stasera per un problema improvviso. Una band composta da persone oltre la cinquantina e il frontman sembra un ragazzo contento di tornare a giocare con i propri amici d’infanzia! Esprime infatti soddisfazione di poter tornare a schitarrare su un palco con gente attorno dopo questo periodo del covid e gli si può leggere la gioia sul volto.
 
Loro suonano e noi ci godiamo la musica, l’atmosfera, il nostro drink e la serenità di essere in questa nostra serata della Londra underground. Gente che balla, una signora notoriamente ubriaca, che però non da fastidio a nessuno si gode a musica a modo suo con movimenti molesti. Un altro ragazzone con una t-shirt dell’ennesima band a noi sconosciuta balla sotto al palco e quando gli mette apposto la scaletta al bassista capiamo che qui sono tutti amici, compagni, gente di strada cresciuta insieme alla musica. Gente che ha visto la storia di questi posti e delle band che si sono susseguite qui, uno dei quartieri e dei locali pulsanti della musica a Londra. Il bassista è un omone panzuto molto concentrato e che dà l’impressione di quello che ha fatto i calli alle mani suonando per decenni quel basso che impugna con sicurezza. Là in fondo c’è una coppia, entrambi vestiti col chiodo, che si godono la musica e fanno il gesto classico di noi rockettari, piegare la testa ripetutamente e andare a tempo di music, quello è il segno massimo che ti stai godendo il concerto. Ci baciamo, le luci dello stage ci entrano negli sguardi, ci avvinciamo, poi ridiamo, poi balliamo con qualcuno poi torniamo vicino a ballare anche noi, sentendoci parte di questa notte londinese. C’è una donna che scatta molte foto e registra video, ci guardiamo negli occhi e poi avvinandoci per parlare ad alto volume nelle orecchi, conveniamo che probabilmente è la moglie del cantante, quel ragazzo cresciuto che stasera si sta divertendo come un matto sul palco con la sua chitarra!!
 
 
La prima band finisce, usciamo fuori a prendere un pò d’aria e dopodichè decidiamo di sederci all’interno, non nella sala concerti, ma nella sala bar dove si arriva appena si entra nel locale. Siamo sereni, prendiamo un malibù e cola e ci guardiamo intorno. persone di tante sottoculture diverse: Skinhead, Punk, Metallari, Rockettari. Persone dai capelli più stravaganti e dagli abiti più trasgressivi, è tutto fantastico! 
Ad un certo punto una persona esce dalla sala concerti e intravediamo che sul palco si sta preparando un’altra band, ci guardiamo e ci diamo: “Ma come?!?!“. Ok prendiamo di corsa i nostri giacconi e ci catapultiamo di nuovo nella sala concerti, di nuovo le luci, i colori , la musica. Sul placo adesso ci sono i Monkish : una band di ragazzi più giovani e dal punk più duro e più veloce. Ok questa volta ci scateniamo di brutto, balliamo con altra gente e la serata va avanti così. Finito il concerto usciamo fuori a prendere un’altra boccata d’aria, una chiacchiera col bassista che proviene da Sud-est Londra sulla musica dopo il covid e ci avviamo alla metropolitana per tornare a casa dopo questa notte folle stanchi, ma felici. 
 
Buonanotte a tutti. Anche questo è il nostro viaggio in UK, anche questa è la nostra vita a Londra.
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